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Effects of Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation over Prefrontal Cortex on Attention in Psychiatric Disorders: A Systematic Review

L, Hauer; J, Sellner; F, Brigo; E, Trinka; L, Sebastianelli; L, Saltuari; V, Versace; Y, Höller; R, Nardone
Abstract:
Repetitive transcranial magnetic stimulation (rTMS) may be effective for enhancing cognitive functioning. In this review, we aimed to systematically evaluate the effects of rTMS on attention in psychiatric diseases. In particular, we searched PubMed and Embase to examine the effectiveness of rTMS administered to the dorsolateral prefrontal cortex (DLPFC) on this specific cognitive domain. The search identified 24 articles, 21 of which met inclusion and exclusion criteria. Among them, nine were conducted in patients with depression, four in patients with schizophrenia, three in patients with autism spectrum disorder (ASD), two in patients with attention deficit hyperactivity disorder, one each in patients with Alzheimer’s disease and in patients with alcohol or methamphetamine addiction. No evidence for cognitive adverse effects was found in all the included rTMS studies. Several studies showed a significant improvement of attentional function in patients with depression and schizophrenia. The beneficial effects on attention and other executive functions suggest that rTMS has the potential to target core features of ASD. rTMS may influence the attentional networks in alcohol-dependent and other addicted patients. We also reviewed and discussed the studies assessing the effects of rTMS on attention in the healthy population. This review suggests that prefrontal rTMS could exert procognitive effects on attention in patients with many psychiatric disorders.
Patologie/Applicazioni:
Anno:
2019
Tipo di pubblicazione:
Articolo
Parola chiave:
stimolazione magnetica transcranica; disturbi psichiatrici; DLPFC; schizofrenia; autismo; Review
Testata scientifica:
Journal of Clinical Medicine
Nota:
Questa revisione evidenzia che la rTMS applicata sulla DLPFC può influenzare positivamente la funzione attentiva in soggetti con diversi disturbi psichiatrici. Le misure di esito non sono uniformi, ma riguardano principalmente le prestazioni attentive. Alcuni studi hanno rivelato che la rTMS prefrontale potrebbe esercitare effetti procognitivi sulla funzione esecutiva e l'attenzione nei pazienti con depressione. Gli effetti antidepressivi della rTMS potrebbero essere correlati agli stessi meccanismi neurochimici che sono alla base del funzionamento cognitivo, o semplicemente, facilitare la normale funzione cognitiva che è stata repressa a causa degli effetti gravi che la depressione ha sul funzionamento fisico e cognitivo complessivo. È stato ipotizzato che l'entità degli effetti antidepressivi possa essere considerata come un effetto a lungo termine di secondo ordine correlato alle alternanze primarie nel funzionamento cognitivo. La concomitanza di depressione e disfunzioni cognitive è ben nota in una vasta gamma di popolazioni cliniche. In particolare, la cognizione alterata è strettamente correlata ai sintomi depressivi nell'Alzheimer, potenziando così gli effetti devastanti della malattia stessa o essendo un segnale precoce di disfunzione neuronale. Nei pazienti con schizofrenia è quindi interessante che la rTMS sulla DLPFC possa migliorare il funzionamento attentivo in questa popolazione di pazienti. I risultati di alcuni studi supportano l'uso di LF (low-frequence) rTMS nell'autismo come strumento modulatorio per alterare l'equilibrio interrotto tra eccitazione corticale e inibizione. Allo stesso modo, nei pazienti affetti da ADHD i primi risultati suggeriscono la possibilità che le difficoltà attenzionali possano essere migliorate usando la rTMS HF applicata alla DLPFC destra e hanno incoraggiato la ricerca futura. Tuttavia, le prove di uno studio più recente non supportano l'efficacia della stimolazione prefrontale bilaterale per il trattamento dell'ADHD negli adulti, da trattare con cautela. Data la notevole variabilità tra gli studi in pazienti con diverse patologie neuropsichiatriche e tra l'applicazione dei protocolli di stimolazione, rispetto alla frequenza, intensità, orientamento della bobina, modello, numero di impulsi per treno, numero totale di impulsi, durata della stimolazione, frequenza e intensità della stimolazione, numero di sessioni erogate, stimare la riproducibilità è molto difficile. E' altamente giustificata un'indagine sistematica sugli effetti dei vari protocolli di stimolazione, perché il confine tra efficacia e inefficacia può essere molto piccolo e si verifica da qualche parte nelle dimensioni misurate dai parametri sopra menzionati.
DOI:
doi.org/10.3390/jcm8040416

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