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Comparative efficacy of different modalities of transcranial magnetic stimulation for treating Parkinson’s disease with depression: a systematic review and network meta-analysis

Wang, Z.; Chen, S.; Zhu, Q.; Chen, Sh.; Zou, Y.; Chen, G.; Luo, Q.; Huang, S.
Abstract:
Objective: Parkinson’s disease (PD) is a prevalent neurodegenerative disorder. However, systematic comparisons of various transcranial magnetic stimulation (TMS) modalities for treating depression in patients with PD remain limited. This study aimed to evaluate the therapeutic effects of different TMS modalities on depression in patients with PD. Methods: a systematic search following PRISMA guidelines was conducted in the following databases: Cochrane Library, Embase, PubMed, Web of Science, CNKI, WanFang, VIP, and CBM, covering literature up to April 1, 2025. Included studies were randomized controlled trials (RCTs) evaluating TMS interventions in PD patients with depression. Risk of bias was assessed using the Cochrane Risk of Bias 2.0 (ROB 2.0) tool. Comparative effectiveness analysis was conducted using STATA 17.0. Results: a total of thirty-five RCTs involving 2,353 participants were included, evaluating high-frequency repetitive transcranial magnetic stimulation (HF-rTMS) and low-frequency repetitive transcranial magnetic stimulation (LF-rTMS) compared to sham stimulation and conventional rehabilitation therapy (CRT). The results showed that LF-rTMS [standardized mean difference (SMD) = −2.46, 95% confidence interval (−3.62, −1.29)], HF-rTMS [SMD = −2.05, 95% CI (−3.16, −0.94)] significantly improved depressive symptoms. Conclusion: the network meta-analysis indicates that both HF-rTMS and LF-rTMS may be considered as effective adjunctive therapy to improve depression in patients with PD, with LF-rTMS potentially showing superior efficacy in improving depressive symptoms. Parameters, such as total pulses no more than 1,200, may optimize outcomes. However, further high-quality RCTs are required to validate these findings and refine optimal treatment protocols.
Patologie/Applicazioni:
Anno:
2025
Tipo di pubblicazione:
Articolo
Parola chiave:
rTMS; stimolazione magnetica transcranica; depressione maggiore; Parkinson; LF-rTMS; HF-rTMS
Testata scientifica:
Frontiers
Mese:
07
Nota:
L’articolo di Wang et al. (2025) presenta una revisione sistematica con meta-analisi a rete volta a confrontare l’efficacia di diverse modalità di stimolazione magnetica transcranica (TMS) nel trattamento della depressione associata al morbo di Parkinson (PD-D), includendo 35 trial randomizzati controllati per un totale di 2.353 pazienti. I risultati mostrano in maniera consistente che sia la stimolazione ripetitiva ad alta frequenza (HF-rTMS) sia quella a bassa frequenza (LF-rTMS) producono un miglioramento clinicamente significativo dei sintomi depressivi rispetto alle terapie di controllo, con un vantaggio particolare per LF-rTMS, che raggiunge il più alto punteggio SUCRA (96,7%). L’efficacia si conferma trasversalmente a differenti scale di valutazione, in particolare con la Hamilton Depression Rating Scale a 17 item, che si dimostra la più sensibile a rilevare i benefici dell’intervento. Inoltre, l’analisi dei parametri tecnici suggerisce che protocolli con un numero di impulsi non superiore a 1.200 per sessione ottimizzano l’effetto terapeutico, mentre la stimolazione del corteccia dorsolaterale prefrontale destra (RDLPFC) sembra essere il target più promettente. Le evidenze raccolte, rafforzate dall’assenza di eterogeneità rilevante e dalla buona tollerabilità del trattamento (effetti collaterali limitati e transitori), delineano la TMS come un’opzione terapeutica sicura ed efficace da integrare ai trattamenti convenzionali per la depressione in PD. In particolare, la superiorità osservata della LF-rTMS pone le basi per sviluppare protocolli più mirati, con potenziali ricadute sulla pratica clinica per i pazienti refrattari alla terapia farmacologica. Nonostante alcune limitazioni metodologiche, lo studio fornisce solide indicazioni sull’efficacia della TMS e rappresenta un passo significativo verso l’ottimizzazione dei parametri di trattamento in un ambito di crescente rilevanza clinica e sociale.
DOI:
10.3389/fneur.2025.1627932

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